Antiriciclaggio: autovalutazione del rischio

Stretta di mano tra due persone in un contesto professionale, con uno schermo sullo sfondo che mostra un'icona di sicurezza a forma di scudo con lucchetto

Introduzione

L’autovalutazione del rischio antiriciclaggio non è un adempimento formale, ma uno strumento di controllo interno. Serve a dimostrare che lo studio professionale o il soggetto obbligato ha analizzato il proprio rischio di esposizione a fenomeni di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e finanziamento della proliferazione.

Per i professionisti, l’autovalutazione è sempre più centrale anche in sede ispettiva, perché consente di verificare se l’organizzazione interna è coerente con il rischio effettivo della clientela, delle prestazioni rese e dell’area geografica di operatività.

 

Riferimenti Normativi

Il riferimento principale è il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Per i commercialisti assumono particolare rilievo anche le Regole Tecniche e gli strumenti operativi del CNDCEC. Il Consiglio Nazionale ha richiamato, per gli iscritti, l’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio entro il 27 maggio 2026.

Per altre categorie professionali, come avvocati e consulenti del lavoro, occorre verificare le specifiche indicazioni dell’ordine o organismo di riferimento, evitando di applicare automaticamente scadenze previste per categorie diverse.

 

Testo

L’autovalutazione deve considerare fattori oggettivi e soggettivi: tipologia di clientela, prestazioni professionali offerte, operatività geografica, canali di acquisizione dei clienti, presenza di operazioni complesse, utilizzo di contante, rapporti con soggetti esteri, titolari effettivi difficilmente identificabili, operazioni collegate a fondi pubblici o PNRR e possibili profili legati a cripto-attività.

Il documento deve essere coerente con l’organizzazione reale dello studio. Non è sufficiente adottare un modello generico: occorre dimostrare che le misure interne sono proporzionate al rischio individuato.

 

Obblighi per l’azienda o studio professionale

Il soggetto obbligato deve redigere o aggiornare il documento di autovalutazione, classificare il rischio della propria struttura, definire misure organizzative adeguate, aggiornare le procedure di adeguata verifica della clientela e garantire la formazione dei collaboratori.

È inoltre necessario conservare evidenza delle valutazioni svolte, dei criteri utilizzati e delle eventuali misure correttive adottate, così da poter dimostrare in caso di controllo un sistema antiriciclaggio effettivo e non meramente documentale.

 

Scadenze

Per i commercialisti, il termine richiamato dal CNDCEC per l’aggiornamento dell’autovalutazione è il 27 maggio 2026. Per gli altri professionisti è opportuno verificare le scadenze e le istruzioni del rispettivo ordine professionale.

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